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Alta Valmarecchia - Alla scoperta di rocche e castelli

Casteldelci, Maiolo, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria

Nell'Alta Valmarecchia è possibile tracciare un vero e proprio itinerario dedicato alle rocche e ai castelli disseminati nell'area, alcuni molto celebri realizzati da Francesco di Giorgio Martini, l'architetto di origini senesi che per oltre venti anni visse a Urbino presso la corte di Federico da Montefeltro, apportando in tutto il territorio un'impronta di puro Rinascimento toscano.

Su un ardito sperone roccioso dalle pareti a strapiombo sul suolo, sorge la splendida fortezza di San Leo, saldamente ancorata alla roccia. La fortezza, ricordata anche da Dante nel IV Canto del Purgatorio, è di origine molto antica, ma nel 1475 fu completamente ristrutturata da Martini, che la trasformò nella punta di diamante del sistema difensivo della zona, una vera e propria macchina da difesa inespugnabile.

Tappa successiva è la Rocca di Maioletto, situata su un'altra rupe di roccia calcarea che evidenzia l'enorme frana sotto cui "ruinò" l'antico paese di Maiolo.

Proseguendo verso sud, a Pennabilli meritano una visita i ruderi dei Castelli di Penna e Billi, e, poco distante, la Torre di Bascio, solitaria costruzione a base quadrata, situata sulla collinetta che sormonta il borgo omonimo in frazione di Pennabilli. Eretta nel XII secolo, era la torre di vedetta di un castello oggi scomparso.

Ancora più a sud, si arriva a Casteldelci, l'antico Castrum Ilicis, borgo molto ben conservato, dove sorgeva il castello di Uguccione della Faggiola. Oggi si possono ammirare due torri: quella detta del Monte, postazione circolare di vedetta del XIII secolo, e la Torre Campanaria, la più alta delle torri civiche di Casteldelci, originariamente dotata di funzione difensiva, divenuta in seguito campanile della vicina Chiesa di Santa Maria in Sassetto.

Salendo verso nord si raggiunge Petrella Guidi, suggestivo borgo fortificato ancora protetto dalla sua cinta muraria, che conserva intatta la struttura urbanistica del XIV secolo, con altissime case in pietra antica, circondate da vicoli stretti in ciottolato. La torre che sovrasta il paese, circondata dal verde, si innalza accanto ai resti delle mura del castello.

L'itinerario termina con la visita a un'altra celebre fortezza di Francesco Martini, la bizzarra Rocca Fregoso, che sorveglia il centro abitato di Sant'Agata Feltria dall'alto della rupe detta Sasso del Lupo. La mano martiniana, in questa rocca dai caratteri fiabeschi, è soprattutto riconoscibile nei due bastioni poligonali che la rinforzano e la abbelliscono.

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